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Ecco le storie dei bambini italiani simili a Yulen

Mentre il mondo è sospeso in attesa delle novità riguardanti Yulen, il bambino di 2 anni precipitato in un pozzo a Malaga; in Italia non possiamo non ricordare i fatti analoghi accaduti in passato.

Queste sono le storie dei bambini italiani che purtroppo hanno perso la vita cadendo in un pozzo.

Basta andare poco lontano con la memoria per riportare a galla la triste vicenda di Ciccio e Tore.
Era il 5 Giugno 2006 quando a Gravina di Puglia sparirono misteriosamente due fratellini di 13 e 11 anni, Francesco e Salvatore Pappalardi.

Li cercarono in lungo e in largo in città, nei boschi e perfino in Romania. Fra le varie piste prese in considerazione c’era l’allontanamento volontario, il rapimento, l’ipotesi di un pedofilo e che c’entrasse la madre. Tutte ipotesi scartate, le indagini si concentrarono sul padre, Filippo, che aveva la custodia dei bambini.

Gli inquirenti lo arrestarono nel Novembre dell’anno dopo con l’accusa di duplice omicidio. Tutte le accuse caddero pochi mesi dopo, quando vennero ritrovati casualmente i corpi dei bambini.
I Vigili del Fuoco accorsi per recuperare un ragazzino di 12 anni caduto in una cisterna fecero la drammatica scoperta. Ciccio e Tore erano caduti, probabilmente giocando ed erano morti nelle ore successive per gli stenti e le ferite riportate.

Nel 1981 la vicenda del piccolo Alfredino Rampi tenne con il fiato sospeso milioni di italiani. Il bambino di 6 anni si trovava con la famiglia in vacanza vicino Frascati.

Di ritorno da una passeggiata i genitori si accorsero dell’assenza del piccolo, che grazie alle unità cinofile venne ritrovato ancora vivo all’interno di un pozzo artesiano profondo 86 cm.

Come per Yulen a causa della scarsa larghezza della cavità, fu impossibile per i soccorritori calarsi all’interno e anche l’iniziale ipotesi di recuperare Alfredino con una corda venne abbandonata. Il bambino morì dopo 60 strazianti ore di agonia, in cui aveva comunicato con i soccorritori attraverso un microfono calato nel pozzo.

Ad Aprile del 1996 a Scerni in provincia di Chieti toccò a Nicola Silvestri di 3 anni.

Mentre giocava in compagnia della mamma anche lui cadde in un pozzo. Morì subito, annegato in 4 metri d’acqua, i soccorritori lo trovarono svariate ore dopo.